Storia di una stagione sportiva insolita

“Un’inafferrabile rinascita. Un percorso ad ostacoli. Una caduta libera”

Questo breve articolo approfondisce la mia esperienza con due squadre femminili della giovanile In Volley Piemonte (in provincia di Torino) e con i relativi genitori. La decisione di fare questo pezzo insieme è maturata nel novembre 2020 insieme allo staff tecnico cambianese. Datato 7 novembre 2020, il rinvio dei campionati ha messo nuovamente in difficoltà il mondo del volley. La pazienza era al limite e le risorse disponibili praticamente esaurite. Come vedere il bicchiere mezzo pieno dopo tutte queste battute d’arresto? Ci siamo chiesti se invece non fosse più importante raccogliere gli aspetti positivi meno visti e di utilizzare le risorse rimaste per creare una nuova situazione e una nuova narrativa, in cui è presente sì la squadra, ma anche i singoli, con i propri vissuti legati al covid e con i cambiamenti che esso ha comportato per ciascuno.

Le famiglie

Da sempre reputo importante considerare le famiglie nel discorso sportivo degli atleti ed è anche per questo che il primo incontro è stato dedicato ai genitori delle ragazze. Quando si parla di attività sportiva agonistica, le famiglie contribuiscono nel costruire “un’impalcatura organizzativa” intorno allo sport delle figlie, modellata intorno alle regole stesse dello sport, ma anche intorno al funzionamento e alle dinamiche relazionali interne al nucleo familiare. Partendo da questo presupposto, si è riflettuto sul fatto che la condizione di quarantena portata dal covid abbia messo in crisi un precedente equilibrio organizzativo, a cui le famiglie possono arrivare dopo lunghi periodi di sacrifici e di tentativi gestionali. La condivisione di una quotidianità insolita può aver creato delle difficoltà nel trovare una nuova stabilità: lo stato di isolamento portato dal covid, per alcune famiglie può aver esacerbato dei conflitti familiari latenti. Per altre, invece, può aver permesso di riavvicinarsi ai propri intimi, (ri)conoscersi sotto una luce diversa e poter recuperare del tempo “perso”, normalmente dedicato allo sport.

Le emozioni dei genitori

Lo stop sportivo ha avuto un decisivo impatto emotivo anche sui genitori delle ragazze. Alcuni di loro hanno riferito molte difficoltà nell’accettare questa situazione e molta preoccupazione rispetto al fatto che la figlia potesse perdere il focus sugli obiettivi scolastici e sportivi. Pertanto, la speranza che tutto tornasse come prima era molta. Altri hanno raccontato rabbia, tristezza e impotenza verso la situazione della figlia, per cui erano molto dispiaciuti e per cui sentivano di non poter fare molto. Altri ancora, infine, hanno riferito apprezzamento e orgoglio per la determinazione, la maturità e la capacità di trovare delle strategie per sopperire alla mancanza dello sport.

Gli ingredienti del benessere

Ho conosciuto le ragazze, nel contesto di un dicembre in cui non ci si poteva allenare, non si poteva tornare a scuola e neppure incontrare gli amici. Ci siamo presentate, raccontate e abbiamo creato un “denominatore comune di squadra” sulle emozioni che hanno caratterizzato questo periodo: la noia e la frustrazione nel non poter riprendere la propria routine scolastica e pallavolistica; l’ansia e la tristezza nel gestire i tempi vuoti e la difficoltà nel trovare delle nuove attività in cui sperimentarsi. Inoltre, a fronte di un nuovo lockdown, con caratteristiche differenti da quello precedente, la fatica nel “portare pazienza” ancora una volta e nel cercare dentro di sé nuove soluzioni per superarlo. Infine, la mancanza di contatto e di relazione con i familiari più lontani, con gli amici e con le compagne di squadra. Ciascuno di noi si è chiesto: “cosa mi farebbe stare bene in questo momento?”. Abbiamo fatto un bilancio su cosa dovremmo coltivare o ricercare per stare bene ora e cosa invece abbiamo a disposizione e potremmo utilizzare come strumento per vivere in maniera più serena questa condizione di isolamento.

Ma nel pratico?

Ognuno ha riflettuto su quali strategie mettere in atto per far fronte a queste mancanze. Ci siamo chieste:

  • Come posso provare meno noia?
  • Come posso organizzare il mio tempo a casa?
  • Come posso essere più positiva rispetto a quello che mi sta accadendo?

La noia è una condizione che ciascuno di noi sperimenta oppure può aver sperimentato durante i periodi di isolamento, chi più chi meno. E’ difficile in questo momento trovare un modo per ovviarla, probabilmente il fatto di organizzare il proprio tempo e dare degli obiettivi alle proprie giornate può aiutare. È emerso come anche il fatto di trovare dei passatempi esterni allo sport possa giovare in questo discorso.
Qualcuno diceva di “sentirsi positiva” e di poter “prestare la positività” alle compagne; altre raccontavano come fosse difficile vedere il bicchiere mezzo pieno e trovare “del positivo” in quanto ci circonda.

Si riparte

Dopo un anno di fermo, giunge finalmente la comunicazione dalla FIPAV che conferma l’avvio dei campionati per il 6 febbraio e così le ragazze bianco-blu tornano a popolare gli spazi del Pala-Wojitila di Cambiano. Il nostro percorso, iniziato nelle virtual room, giunge al termine nel contesto caldo e tranquillo della sala pesi, in un gennaio 2021 carico di aspettative e di buoni propositi.

Diamo un nome a questa stagione

Abbiamo fatto un resoconto dell’anno passato, che porta con sé gli strascichi di un 2019 deludente, se non amaro e doloroso, e un inizio della stagione 2020, “sfuggevole e ritardataria”. Un anno che ci ha messo alla prova, fatto di problemi e di emozioni negative e forti, ma che ci ha permesso anche di scoprire lati nuovi di noi che, magari non avremmo mai potuto conoscere o che forse avremmo incontrato più in là nel tempo. Per descrivere questo anno, e i relativi vissuti emotivi, abbiamo cercato delle parole connotate positivamente e negativamente. Frasi e versi che abbiamo disegnato sulle nostre magliette, che ci portiamo con noi come zainetto e come bagaglio di vita per esperienze future.
Il covid si è silenziosamente insinuato nelle nostre quotidianità, come agente disgregante e divisivo e può aver creato delle fratture nelle storie di vita individuali, quindi sul piano personale, come anche su quello sportivo e di squadra. Pertanto, abbiamo ritenuto importante trovare un nome condiviso da dare alla scorsa stagione sportiva: “un percorso ad ostacoli”, “un’inafferrabile rinascita”, “una caduta libera”. Bisognava nominarla e non si poteva far finta che non fosse esistita. Questa “non-stagione” entra a far parte dei nostri annuari e diventa parte integrante del nostro bagaglio, come persone e come sportivi.

Conclusioni

Come affermato in una precedente pubblicazione su Volleyball.it, in questo momento di grande difficoltà per lo sport, credo sia essenziale che le squadre offrano un qualche tipo di continuità relazionale che non abbia solo a che fare con il piano pratico e sportivo. Nel contesto di uno sport totalizzante e impegnativo come quello agonistico, il fatto di riunirsi in gruppo e di poter discutere sulle emozioni infelici dovute alla mancanza dello sport può alleggerire il gravoso carico di sentimenti disattesi. Il nostro percorso insieme si conclude alla vigilia della ripresa del campionato e ci salutiamo sui campi da gioco con una parola di speranza, una foto di gruppo e una nuova consapevolezza.